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Onde d'urto focalizzate

L’onda d’urto è un’onda acustica ad alta energia che può essere indotta da un generatore di tipo elettroidraulico, elettromagnetico o piezoelettrico.

La terapia con onde d’urto, in medicina, ha una grossa importanza in alcune malattie epatiche e renali (per la distruzione dei calcoli) ma, negli ultimi anni, è stata applicata con buoni risultati anche nell’ambito della fisioterapia e medicina dello sport. In questi ambiti le patologie trattate sono quelle a carico dell’apparato muscolo scheletrico: strutture osteo-tendinee, a livello delle calcificazioni intramuscolari ed a livello delle discontinuità ossee, nelle fratture con mancata saldatura dei monconi ossei.

Oltre alla distinzione delle onde d’urto in base al principio fisico utilizzato per la loro generazione è necessario soffermarsi su un’altra tipologia di “onde d’urto”, di recente diffusione: le onde d’urto radiali (o balistiche).

Nei sistemi ad onde d’urto balistiche l’onda d’urto viene generata mediante uno speciale manipolo a forma di pistola la cui canna è chiusa all’estremità da un tappo metallico contro il quale viene lanciato, mediante aria compressa a 4-5 bar di pressione, un proiettile d’acciaio. Dalla collisione si genera un’onda d’urto che, attraverso il tappo metallico, si diffonde espandendosi radialmente nella cute e nel primo strato sottostante di tessuto.

Rispetto ai principi fisici “classici” utilizzati per la generazione delle onde d’urto (elettroidraulico, elettromagnetico e piezoelettrico), quello balistico non genera onde d’urto focalizzate e pertanto l’energia, non può essere concentrata alla profondità desiderata durante il trattamento, e si disperde radialmente attraverso la cute.

Con le onde d’urto focalizzate è possibile quindi regolare esattamente la profondita di penetrazione e focalizzare l’energia direttamente sull’area patologica da trattare. Questo è impossibile con le onde d’urto radiali che vengono utilizzate in genere per patologie molto superficiali. Le apparecchiature radiali richiedono inoltre un numero maggiore di onde d’urto e di ritrattamenti per la risoluzione di una patologia.

I sistemi balistici possono essere utilizzati da operatore non Medico (fisioterapisti) e vengono utilizzati soprattutto per la terapia del dolore. Le vere onde d’urto, quelle focalizzate sono invece di assoluta pertinenza medica e possono essere applicate solo da personale medico specializzato.

Allegato:
Studio di Robin O. Cleveland pubblicato il 13 Febbraio 2007 su Ultrasound in Medicine & Biologie dal titolo“ACOUSTIC FIELD OF A BALLISTIC SHOCK WAVE THERAPY DEVICE” (tradotto in italiano)

terapie strumentali, onde d'urto
Meccanismo d’azione delle onde d’urto

L’efficacia sembra essere correlata a due effetti:

  • effetto diretto dell’impulso sul tessuto nella zona bersaglio, ed in associazione ai fenomeni di riflessione, più accentuati nei punti di passaggio tra tessuti molli (tendini, muscoli) e tessuti più compatti (ossa e formazioni calcifica);
  • effetto indiretto di “cavitazione” provocato dalla depressione susseguente l’impulso, che supera le caratteristiche elastiche del tessuto.

La conseguenza di questi due effetti è un aumento della vascolarizzazione nella zona colpita, per la stimolazione da parte degli impulsi sulle fibre simpatiche. Tutto ciò porta ad una rimozione dei fattori infiammatori con il rilascio di sostanze che stimolano la formazione di nuovi vasi (capillarizzazione). A livello del tessuto osseo, in caso di fratture recenti, si produce un effetto simile con aumento della vascolarizzazione e conseguente stimolazione osteogenica (formazione di tessuto osseo).

 

Effetti delle onde d’urto

Oltre all’effetto antiflogisitico legato alla rimozione dei metaboliti dell’infiammazione, le onde d’urto inducono una riduzione del dolore mediante inibizione dei recettori specifici, che quindi non possono trasmettere l’impulso doloroso e mediante il rilascio locale di endorfine, particolari sostanze prodotte dal nostro organismo, in grado di ridurre la sensibilità dolorifica.

Un altro effetto importante delle onde d’urto è quello di provocare la scomparsa delle calcificazioni muscolari prodotte da traumi muscolari. Il meccanismo d’azione è legato alla frammentazione ed alla cavitazione all’interno della calcificazione stessa che porta alla sua disorganizzazione e frammentazione. In seguito la scomparsa dei detriti è legata al passaggio nei vasi neoformati.

Indicazioni

La metodica con onde d’urto è il trattamento d’elezione nelle tendinopatie inserzionali croniche, caratterizzate da una scarsa vascolarizzazione della giunzione osteotendinea. Di seguito vengono riportate le principali patologie su cui sono applicate le onde d’urto:

  • Gomito – epicondilite, epitrocleite;
  • Spalla – tendinopatie inserzionali, impingement;
  • Ginocchio – Tendinopatie del rotuleo e della zampa d’oca;
  • Pube – Tendinopatie degli adduttori (pubalgie);
  • Caviglia – Tendinopatie dell’Achilleo, apofisi calcaneari.

In tali patologie il trattamento fisioterapico o con infiltrazioni locali è talvolta inefficace o solo momentaneamente vantaggioso ed il trattamento chirurgico con scarificazione e perforazione della giunzione osteo-tendinea costituisce spesso l’ultima risorsa terapeutica. Lo scopo della tecnica chirurgica è quello di indurre, attraverso il sanguinamento locale, lo stimolo per una risposta angiogenica (formazione di nuovi vasi sanguigni): come detto, l’effetto delle onde d’urto è proprio quello di rivascolarizzare la giunzione osteotendinea in maniera assolutamente incruenta (ovvero senza doversi sottoporre ad intervento chirurgico).

Grazie alla possibilità di eseguire trattamenti a bassa, media ed alta energia, lo strumento utilizzato dal nostro Istituto garantisce la massima personalizzazione della terapia. Infatti è possibile lavorare con alte energie sull’osso, sulle patologie legate ai processi fratturativi e sulle pseudoartrosi. Mentre le basse energie sono particolarmente indicate nei processi infiammatori, nelle tendiniti inserzionali, nelle contratture e negli stiramenti muscolari.

Il trattamento è poco doloroso, dura non più di quindici minuti e non necessita di anestesia. Le tre o quattro sedute vengono eseguite con cadenza settimanale.

Controindicazioni

Quelle Assolute sono limitate ai disturbi della coagulazione, alle polineuropatie, alle tenosinoviti infettive ed alla presenza di nuclei di accrescimento in prossimità del campo di pressione.

 

Istituto medicina dello sport Firenze

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